Il presidente serbo Aleksandar Vučić è arrivato ieri a Pechino in un momento di crescente incertezza geopolitica, con la sua visita che ha rapidamente assunto un significato che va oltre il quadro delle relazioni bilaterali.
Sebbene l’agenda ufficiale fosse incentrata su investimenti, infrastrutture e cooperazione economica, gli incontri tra funzionari serbi e cinesi hanno anche evidenziato il ruolo sempre più strategico che la Serbia occupa nella politica europea della Cina, mentre Pechino cerca di rafforzare la propria influenza nel continente nel contesto dell’intensificarsi della competizione globale tra le grandi potenze.
I media serbi e gli analisti politici hanno seguito con attenzione la tempistica della visita, sottolineando che Vučić si è recato in Cina poco dopo che il presidente cinese Xi Jinping aveva avuto contatti con il presidente statunitense Donald Trump e con il presidente russo Vladimir Putin. Nel dibattito pubblico serbo, questa successione di incontri è stata interpretata come un segnale del fatto che Pechino considera Belgrado un interlocutore strategico sempre più importante nei Balcani e nell’Europa sud-orientale.
Per la Cina, la Serbia è diventata uno dei partner più preziosi del continente. Nell’ultimo decennio, Pechino ha ampliato sistematicamente la propria presenza nel Paese attraverso investimenti nelle infrastrutture, nei trasporti, nell’industria e nell’energia, mentre un accordo di libero scambio, la liberalizzazione dei visti e i collegamenti aerei diretti hanno ulteriormente approfondito i legami tra i due Paesi.
Allo stesso tempo, la Serbia rappresenta un importante corridoio logistico e politico che collega gli interessi economici cinesi nell’Europa sud-orientale e centrale, acquisendo ulteriore rilevanza nei piani di lungo periodo di Pechino per i mercati europei.
Le relazioni tra i due Paesi hanno inoltre una forte valenza simbolica sul piano politico. I funzionari cinesi continuano a definire il partenariato come una “amicizia d’acciaio”, una retorica strettamente legata al costante sostegno politico della Serbia a Pechino su questioni sensibili, in particolare Taiwan. In cambio, la Cina è emersa come uno dei più importanti partner diplomatici ed economici della Serbia in un momento in cui Belgrado affronta crescenti pressioni sul Kosovo, sulle relazioni con la Russia e sul suo complicato percorso di adesione all’Unione europea.
Per Vučić, le relazioni con Pechino forniscono sia sostegno economico sia leva geopolitica. A differenza di molti governi e istituzioni occidentali, la Cina non impone condizioni politiche agli investimenti e alla cooperazione, consentendo alla leadership serba di mantenere la propria politica di equilibrio tra Est e Ovest.
I funzionari cinesi hanno presentato sempre più spesso la cooperazione con la Serbia come un esempio di quello che Pechino descrive come un diverso modello di relazioni internazionali basato su uguaglianza, rispetto reciproco e non interferenza negli affari interni. La diplomazia cinese respinge le accuse occidentali di creare nuove sfere di influenza e presenta invece i rapporti con Paesi come la Serbia come partenariati pragmatici tra Stati sovrani.
In questo contesto, Vučić ha utilizzato il secondo giorno della sua visita ufficiale per incontrare il premier cinese Li Qiang nella Grande Sala del Popolo di Pechino. I due hanno discusso delle relazioni bilaterali, degli investimenti, dei progetti infrastrutturali e di questioni geopolitiche e regionali più ampie.
Dopo l’incontro, Vučić ha descritto l’amicizia della Serbia con la Cina come di “importanza inestimabile” per lo sviluppo economico del Paese. Ha attribuito agli investimenti cinesi e alla cooperazione tecnologica il merito di aver contribuito a rilanciare fabbriche, miniere, strade e ferrovie in tutta la Serbia.
Il presidente serbo ha inoltre ringraziato Xi Jinping per quello che ha definito il suo impegno personale verso la Serbia e il sostegno nei momenti importanti per lo Stato e il popolo serbo. Secondo Vučić, le relazioni tra Belgrado e Pechino hanno raggiunto il livello storico più alto grazie alla fiducia reciproca tra le due leadership.
Vučić ha ribadito il sostegno della Serbia alla politica della “Unica Cina” e ha elogiato la Belt and Road Initiative come un importante contributo alla connettività globale, allo sviluppo equilibrato e alla stabilità internazionale.
Diversi alti funzionari serbi hanno accompagnato la delegazione a Pechino, tra cui il ministro delle Finanze Siniša Mali, il ministro della Difesa Bratislav Gašić, la ministra del Commercio Jagoda Lazarević, la ministra dell’Economia Adrijana Mesarović e Mihailo Jovanović, direttore dell’Ufficio serbo per l’IT e l’eGovernment.
Vučić ha inoltre incontrato Wang Huning, che ha definito uno dei migliori esperti di affari globali, e successivamente ha deposto una corona di fiori al Monumento agli Eroi del Popolo in piazza Tiananmen.
Il presidente serbo avrebbe dovuto incontrare Xi Jinping più tardi nel corso della visita. I funzionari serbi hanno annunciato che verranno firmate due dichiarazioni congiunte e almeno altri 33 accordi, insieme ad annunci di investimenti stimati intorno a un miliardo di euro.
I media statali cinesi hanno riferito che Xi ha chiesto un ampliamento della cooperazione con la Serbia nei settori dell’intelligenza artificiale, dell’economia digitale, dell’energia verde e della manifattura ad alta tecnologia. Ha inoltre sottolineato l’importanza di un coordinamento più stretto sui progetti infrastrutturali nei trasporti e nell’energia nell’ambito della Belt and Road.
I due Paesi hanno firmato una serie di accordi nei settori del commercio, della tecnologia e dell’istruzione, rafforzando ulteriormente una partnership che ha già prodotto diversi grandi progetti infrastrutturali in Serbia.
La Cina è attualmente tra i cinque maggiori investitori in Serbia. I progetti sostenuti da capitali cinesi includono il sistema metropolitano di Belgrado, un importante tunnel stradale nella capitale serba e diversi progetti di ponti. Pechino ha inoltre completato una linea ferroviaria ad alta velocità inaugurata nell’ottobre 2025. Durante la visita, Xi ha conferito a Vučić la “Medaglia dell’Amicizia” della Cina, sottolineando la vicinanza politica tra i due leader.
Il viaggio a Pechino si è svolto anche in un contesto di tensioni politiche interne. Parlando con i giornalisti in Cina, Vučić ha affermato che potrebbe dimettersi quando il suo mandato si avvicinerà alla fine, pur precisando che non lo abbrevierà anticipatamente.
Ha inoltre commentato le recenti proteste studentesche in piazza Slavija a Belgrado, liquidandole come politicamente inefficaci e accusando gli organizzatori di essere responsabili degli incidenti successivi alla manifestazione.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

